PROGRAMMA A.A. 2016/2017

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Il Master di II livello ha durata annuale e rilascia n. 60 Crediti Formativi Universitari.

Le ore destinate alle attività didattiche sono articolate come segue: 280 ore di lezioni frontali di aula, 120 ore di attività di approfondimento, 350 ore di project work.

La modalità di frequenza prevede week-end alterni.

Il programma degli studi

Per l’Europa e l’Italia coinvolte dalla crisi i fondi europei, diretti ed indiretti, sono un elemento importante per far ripartire lo sviluppo, ma un’analisi dei risultati del precedente ciclo di programmazione ci dice che il periodo 2007-2013 è stato caratterizzato da una scarsa capacità di assorbimento dei fondi. Le ragioni sono molteplici e includono il problema del cofinanziamento dei programmi e quello delle farraginose procedure amministrative ed istituzionali, ma anche, e soprattutto, quello della capacità dei funzionari della Pubblica Amministrazione di essere parte attiva della programmazione e gestione dei fondi strutturali (livello nazionale e regionale) o di essere potenziali beneficiari (livello comunale e municipale). Potenziare la capacità della P.A. di programmare e gestire i fondi strutturali diventa quindi un obiettivo primario per il nuovo periodo di programmazione 2014-2020, non solo per incrementare l’assorbimento dei fondi a disposizione, ma anche per far ricadere sull’organizzazione dell’AP italiana i benefici che vengono dalle regole imposte dall’Europa in materia di semplificazione, di digitalizzazione, innovazione e trasparenza. La frequenza del Master consentirà ai partecipanti, che partecipano con ruoli di responsabilità ai diversi livelli della Pubblica Amministrazione, di disporre delle conoscenze fondamentali per far accedere ai finanziamenti europei anche al fine di contribuire ad indirizzare le politiche di sostegno allo sviluppo dei propri territori e conseguentemente di poter contribuire al “governo” della politica di coesione economica e sociale dell’UE (ognuno al proprio livello). Essi acquisiranno le conoscenze e gli strumenti necessari per interpretare in modo adeguato le direttive provenienti dall’Unione Europea e tradurle nel contesto specifico del panorama giuridico, amministrativo, economico nazionale. Particolare cura sarà dedicata allo sviluppo delle capacità di collaborazione inter-istituzionale dei discenti, alla loro capacità di interagire con i livelli superiori, di negoziare e di essere protagonisti nel promuovere e programmare lo sviluppo del proprio territorio tenendo conto delle opportunità a disposizione e delle competenze entro le quali possono operare.

Il programma del Master in European Funds Manager: value chain per lo sviluppo territoriale è diviso in:

  • 7 Unità formative
  • Attività di approfondimento
  • Project work

 

UNIT 1 – I fondi strutturali Europei e il ruolo della PA per il rilancio dello sviluppo (ore didattica 60 – CFU 8)

• Fondi strutturali e politica di coesione; Quadro strategico della programmazione 2014-2020 e quadro normativo e regolamentare
• Fondi diretti ed indiretti, I Programmi Europei, I Fondi strutturali
• Condizionalità ex ante, ex post e condizionalità macroeconomica: strumenti per un nuovo sistema di governance multilivello; Il ruolo della condizionalità in fase di programmazione ed in fase di attuazione.
• Strumenti finanziari innovativi: perché sono importanti anche per la PA, il rilancio dei Partenariati Pubblici Privati (PPP), riforme amministrative e nuovi strumenti di esternalizzazione dei servizi basati sul logiche pay-for-success
• L’approccio place-based delle politiche europee di sviluppo regionale: Agenda urbana, aree interne e progettazione place based
• Modalità di attuazione dei Programmi Operativi: Modalità di attuazione dei Programmi Operativi Nazionali; Modalità di attuazione dei Programmi Operativi Regionali; Modalità di partecipazione e opportunità di finanziamento per soggetti pubblici e privati; La pianificazione dei bandi regionali.
• Strumenti per lo sviluppo territoriale integrato: Lo sviluppo locale di tipo partecipativo (Community Led Local Development – CLLD), e gli investimenti territoriali integrati (ITI)
• Coprogettazione: Coprogettazione pubblico-privato, Esperienze a confronto e quadro normativo di riferimento; Coprogettazione con il terzo settore; Coprogettazione per il territorio e costruzione di reti; Procedure per la coprogettazione.
• Programmi Operativi Regionali

Attività di approfondimento (20 ore)

 

UNIT 2 – Il sistema di gestione e controllo dei fondi strutturali, governance e procedure (ore didattica 50 – CFU 8)

• Governance delle politiche di coesione
• Riforme istituzionali e amministrative, PON Aree metropolitane e smart cities.
• Piani di Rafforzamento Amministrativo delle Amministrazioni responsabili della gestione e dell’attuazione dei Programmi operativi 2014-2020
• Programma Operativo Nazionale “governance e capacità istituzionale”
• Sistema di gestione e controllo dei programmi operativi: AdG, AdC e degli Organismi Intermedi: le procedure e i requisiti
• Gestione finanziaria dei programmi operativi: la certificazione e la liquidazione annuale dei conti
• Spinta della Commissione Europea alla semplificazione: Opzioni semplificate dei costi; Semplificazione nel FSE: l’art. 14 regolamento CE 1304/2013

Attività di approfondimento (20 ore)

 

UNIT 3 – Gli strumenti europei per le pubbliche amministrazioni e gli enti locali (ore didattica 30 – CFU 4)

• Fondi diretti: principali programmi europei e bandi delle DG
• Finanziamenti Diretti UE ed enti locali

 

UNIT 4 – Saper Progettare (ore didattica 60 – CFU 8)

• Il PCM: Il Project Cycle Management, l’analisi del contesto (Matrice degli stakeholders), l’Analisi dei Problemi
• Analisi degli Obiettivi, Analisi della Strategia d’Intervento
• Il Logical Framework Approach e la definizione della logica dell’intervento: i diversi livelli di obiettivi, le condizioni e i fattori di sostenibilità, gli indicatori e le fonti di verifica, le ipotesi e l’analisi dei rischi, l’impostazione del sistema di monitoraggio e valutazione;
• Proposta progettuale: La pianificazione di dettaglio delle attività ed i work packages: Piano di lavoro: tasks, milestones e deliverables, diagramma di Gantt; Il Valore aggiunto nei progetti europei; I principi orizzontali (crosscutting issues); Altri elementi descrittivi del progetto richiesti dal formulario;
• Budget: eleggibilità dei costi: principi generali, costi ammissibili e non ammissibili, eleggibilità temporale; Il bando: dotazione finanziaria della call, percentuale di finanziamento, pre-fattibilità e cash-flow;l cofinanziamento; la redazione di un budget per attività e di un budget per capitoli di spesa; Studio formulari di budget di diverse linee finanziarie della UE; Il bilanciamento del budget; Esercitazione: Costruzione del budget di progetto a partire dal bando e dall’idea progettuale; Accordi di partenariato
• Come partecipare ai bandi: I documenti di riferimento: programmi, piani di lavoro, bandi, modulistica; Call for tenders versus call for proposals; Le procedure amministrative per presentare i progetti; Lo sviluppo della Partnership internazionale e locale; La disseminazione dei risultati; L’iter amministrativo del progetto: negoziazione e contratto con l’UE, vincoli e regole; Gli assetti istituzionali e i modelli organizzativi (gestione interna, strutture ad hoc, comitati di pilotaggio); Reperire le informazioni e la documentazione utile: il Work Programme di riferimento.

Attività di approfondimento (40 ore)

 

UNIT 5 – Saper gestire i progetti (ore didattica 30 – CFU 4)

• Dalla proposta al finanziamento: Accordo di Sovvenzione: obblighi amministrativi e finanziari tra il Beneficiario e la Commissione Europea, negoziazione con la Commissione Europea; modalità di erogazione del finanziamento; quadro normativo generale relativo alle Sovvenzioni Comunitarie; struttura dell’Accordo di Sovvenzione; disposizioni Amministrative e Finanziarie;
• Gestire il progetto: il Capofila e il partner, diverse responsabilità; La squadra di progetto, responsabilità individuali e collettive; Coordinare il gruppo di lavoro;
• Coordinare la partnership; Gestire gli stakeholders del progetto;
• Aspetti amministrativi, bancari e fiscali;
• Gestire il cambiamento nel progetto; le modifiche del contenuto; il controllo dei tempi;
• Comunicare il progetto; le regole di comunicazione fissate dai programmi;
• Pianificare la Spesa e connetterla all’andamento del progetto:
• Dai progetti europei al project management per la pubblica amministrazione: cosa cambia quando la P.A. adotta il lavoro per progetti. Casi studio.

Attività di approfondimento (12 ore)

 

UNIT 6 – Saper rendicontare (ore didattica 20 – CFU 4)

• Rendicontazione: ammissibilità delle spese; archiviazione della documentazione; gestione degli scostamenti dal bilancio preventivo; impostazione degli atti amministrativi ed avvio del progetto; rendicontazione periodica delle spese e preparazione dei rapporti intermedi; gestione dei rapporti con i partner; rendicontazione finale: chiusura progetto e completamento piste di controllo; redazione e preparazione della documentazione ai fini della valutazione; metodologie di Valutazione ex-ante, in itinere ed ex-post.

Attività di approfondimento (16 ore)

 

UNIT 7 – Parlare efficacemente con l’Unione Europea e con i vari livelli amministrativi (ore didattica 30 – CFU 4)

• Saper negoziare e interloquire in maniera consapevole a livello nazionale (interlocuzione diretta con la Commissione europea), regionale (con la Commissione europea e con il livello nazionale) e locale ( con tutti i livelli superiori)
• La lobby a livello europeo
• Tecniche per la negoziazione e per influenzare

Attività di approfondimento (12 ore)

Le attività di approfondimento sono caratterizzate dall’utilizzo di strumenti e metodologie altamente innovative.

Project work

Durante lo svolgimento del master è previsto per ciascun partecipante lo svolgimento di un project work (PW) formativo professionalizzante.

Il PW è parte integrante dell’attività didattica del master, è oggetto di valutazione, attribuisce crediti formativi e coincide con la tesi finale del master. Ha una durata di 350 ore.

Il discente può scegliere se sviluppare il PW a partire dal proprio contesto lavorativo o se riferirsi ad altri contesti ovvero svolgerlo presso un’altra Pubblica Amministrazione.

Il PW è un progetto sperimentale con carattere operativo e concreto riferito ad una situazione reale della P.A. ed ha lo scopo di proporre una o più soluzioni innovative.

La durata del project work per i master da attivare nell’A.A. 2016-2017 è stata incrementata rispetto alle precedenti edizioni. Infatti, il carattere sperimentale del PW richiede un impegno temporale consistente per approfondire variabili di contesto, processi e modelli applicativi, anche attraverso l’analisi e lo studio comparativo in contesti similari, nazionali ed internazionali.

Il PW può prevedere, infatti, sia l’innovazione di un’attività sia l’impostazione o il cambiamento di una struttura organizzativa o ancora lo sviluppo di una nuova procedura operativa o di un nuovo processo (in particolare attraverso l’utilizzo del PCM – Project Cycle Management – e del RBM -Results-Based Management).
Durante l’intero processo di ricerca ed elaborazione del PW è prevista l’assistenza individuale di un coach che affianca il discente in tutte le fasi previste e nell’applicazione/utilizzo di conoscenze, metodologie e strumenti appresi in aula.
Inoltre, ferma restando la supervisione individuale per i singoli PW e previa analisi dei profili dei partecipanti e dei contesti lavorativi di provenienza, il coach di concerto con la Faculty del master propongono ove possibile lo sviluppo di un progetto di più ampio respiro che vedrà la declinazione di singoli PW come temi specifici di un unico macroprogetto sperimentale e innovativo.

In tal modo si favorisce indirettamente la collaborazione sinergica tra più amministrazioni pubbliche e si arricchisce il percorso formativo dei partecipanti al master attraverso un’esperienza che implica scambi e confronti, oltre a favorire una visione strategica e di sistema di alcuni problemi e delle relative soluzioni.

Il PW si articola nelle seguenti fasi:

  • Individuazione degli stakeholder: individuazione degli attori chiave e dei portatori d’interesse rispetto al tema del progetto;
  • Analisi del contesto di riferimento: descrizione del contesto organizzativo procedurale e operativo della questione trattata, con precisazione di ruoli, attività, comportamenti, modalità operative rilevanti dello scenario di intervento;
  • Definizione dell’obiettivo generale e degli obiettivi specifici: individuazione del cambiamento e/o della sperimentazione da proporre per la risoluzione del/i problemi individuati nella fase iniziale. In questa fase è fondamentale l’assistenza del coach al fine di favorire quanto più possibile l’individuazione di un tema che consenta il collegamento con altri PW in una logica di approccio sistemico
  • Indicazione vantaggio/i attesi: individuazione del risultato minimo atteso, utile al raggiungimento dell’/degli obiettivo/i.
  • Attività: sviluppo sintetico ma completo della proposta di innovazione o soluzione, con particolare riguardo alla sequenza operativa e all’indicazione dei dati quantitativi essenziali, atti a definire le dimensioni della situazione o del problema.

 

Il PW per quanto sopra descritto rappresenta uno strumento utile:

  • al dipendente della PA per tradurre in competenze pratiche quanto acquisito durante il percorso formativo
  • alla PA ospitante per fruire di un supporto consulenziale interno se sviluppato da un dipendente della propria struttura o esterno per la risoluzione di un problema o lo sviluppo di soluzioni innovative e sperimentali a vari livelli
  • alla community del master perché il PW sviluppato sarà poi redatto in un format standard e messo a disposizione nell’ambiente virtuale dedicato per la condivisione con gli altri utenti come caso di studio
  • all’Ateneo per arricchire di nuovi spunti gli studi e le ricerche nel settore oggetto del master e attivare convegni/dibattiti su tematiche di interesse
  • agli stakeholder della P.A. per divulgare soluzioni sperimentali e approfondirne le applicazioni in diversi contesti.

 

Lo scenario evolutivo e il contesto della P.A. con riferimento alle tematiche trattate dal master

Per la pubblica amministrazione locale e centrale, la capacità di usare efficientemente i fondi europei, in maniera appropriata e tempestiva, è un importante parametro di efficienza , soprattutto considerando che, in una fase di lenta risalita da una profonda crisi economica, usare al meglio le risorse comunitarie è strategico per l’accelerazione dello sviluppo.
La programmazione dei Fondi Strutturali 2014-2020 ha introdotto un modello innovativo caratterizzato da elementi quali la necessità di una forte integrazione fra le voci di spesa, l’importanza del ricorso a nuovi strumenti finanziari, le clausole di condizionalità, l’evoluzione del sistema di monitoraggio e valutazione.
Questo approccio della Commissione, che si basa su una maggiore complessità degli obiettivi e quindi sulla ricerca di concretezza e di coerenza fra strategia e struttura della P.A., richiede alle amministrazioni uno sforzo per il rafforzamento della capacità di raggiungere gli obiettivi di crescita fissati dalla strategia “Europa 2020”.
La Pubblica amministrazione italiana è interessata ad un profondo processo di cambiamento che va dalle riforme Bassanini degli anni ’90 alla riforma Brunetta, con il D.lgs. 150/2009 in materia di ottimizzazione della produttività del lavoro pubblico e di efficienza e trasparenza delle pubbliche amministrazioni, il D.lgs. 235/2010 “Codice dell’amministrazione digitale”, fino al decreto Madia. Il fil rouge di questo cambiamento è stato la ridefinizione del rapporto fra processo amministrativo e logica di azione organizzativa. Oggi un insieme di nuove variabili impattano direttamente sulla logica organizzativa della PA, richiedendone una ulteriore evoluzione strutturale: occorre fare di più e con meno risorse.
La spending review è stata ed è un potente e profondo fattore di cambiamento, ed implica un approfondimento delle capacità della PA. Per questo “rafforzare la capacità istituzionale e promuovere un’amministrazione pubblica efficiente” costituisce uno degli 11 obiettivi tematici dei Fondi Strutturali, indicando il collegamento fra politiche economiche e sociali (i restanti dieci obiettivi) e qualità dell’azione dei soggetti pubblici che ne devono garantire la definizione e l’attuazione. L’adeguamento della capacità delle amministrazioni è, così, visto come una condizione necessaria per esprimere il governo degli interventi.
In particolare la nuova programmazione, che rafforza il collegamento fra la finalizzazione dei Fondi e il loro contributo agli obiettivi di Europa 2020 presuppone un modus operandi delle amministrazioni fortemente rivolto all’integrazione fra obiettivi e risorse. Da una logica di programmazione “sommativa” (tante azioni viste in modo puntuale) si cerca di passare ad un approccio di natura “matriciale”, dove ad ogni intervento è richiesta una capacità di produrre valore anche “lateralmente”, attraverso la qualificazione delle sue modalità di definizione ed attuazione. Il tutto accompagnato da forti riferimenti alla semplificazione dei processi di gestione. Altrimenti detto, anche i nuovi Fondi Strutturali sono, potenzialmente, un forte generatore di cambiamento dei funzionamenti delle pubbliche amministrazioni, richiedendo un adeguamento non solo “di facciata” dell’organizzazione, dalla quale ci si attende capacità di coniugare integrazione (e dunque maggiori relazioni trasversali all’ordinaria divisione per funzioni) ed efficienza (e dunque velocità di gestione del ciclo programmazione/gestione/controllo).

Di seguito alcuni ambiti di sviluppo dei PW:

  • Progettazione dei processi di formazione continua sui Fondi strutturali;
  • Creazione di reti di autoapprendimento interne alle amministrazioni nazionali, regionali e locali italiane con la finalità di migliorare le professionalità di progettazione con i Fondi Europei;
  • Analisi organizzative interne alle amministrazioni per individuare i bottle-necks nell’utilizzo dei fondi europei;
  • Organizzazione di uffici “Europa” preso la PA di appartenenza.

 

Risorse strutturali

Ogni partecipante potrà usufruire durante lo svolgimento del PW di tutti gli spazi e i servizi dell’Ateneo e dotazioni strumentali tra cui: accesso a banche dati e laboratori, biblioteca etc.
Inoltre, qualora si rendesse necessario accedere presso strutture e/o enti per l’analisi di dati, per incontri etc, l’Ateneo agevolerà il discente predisponendo la necessaria documentazione amministrativa.

LCU, inoltre, mette a disposizione le competenze delle risorse dei propri Centri di ricerca che promuovono costantemente la diffusione della conoscenza attraverso documenti, rapporti, studi e ricerche ed alimentano il dibattito su temi di grande interesse attraverso seminari, convegni e giornate di studio creando così opportunità di confronto, approfondimento e aggiornamento con un approccio trasversale alle tematiche in discussione. In particolare è prevista la collaborazione con il Centro di Ricerca sulle Metodologie Ermeneutiche della Complessità vocato allo stesso tempo alla ricerca di possibili chiavi di lettura della complessità, ma anche, alla costruzione di “linguaggi” non semplici, in grado di esprimere i cambiamenti, costruire nuove strutture e funzioni.
Lo staff tecnico – organizzativo e il corpo docente del Dipartimento per la ricerca potranno coadiuvare il coach e il corpo docente nell’assistenza individuale fornita oltre a contribuire all’individuazione di temi oggetto del PW.

Pubblicazione e diffusione dei PW

È prevista la pubblicazione dei PW sul sito istituzionale dell’Ateneo e nella community on-line sotto forma di caso di studio.
Sarà adottato un format standard per la pubblicazione con lo scopo di facilitare la consultazione del documento da parte di terzi interessati ad approfondire alcuni temi specifici e a consultare soluzioni organizzative, procedurali etc… individuate in determinati contesti.
Inoltre, la casa editrice di riferimento dell’Università potrà – previa visione degli elaborati – valutare la pubblicazione di un e-handbook per la P.A. articolato per macrotemi.

Inoltre, è prevista l’organizzazione di convegni con gli stakeholder delle P.A. per la presentazione e diffusione delle soluzioni oggetto di approfondimento e analisi dei singoli project work.


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