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OTT
2016

Salvaguardare il tessuto economico con i Fondi Europei – Firmato un protocollo d’intesa tra Celva, Confcommercio e 6 Comuni Valdostani

Da AOSTA NEWS 24

protocollo-celva-confcommercio-e1474989088731-599x275L’Europa si trova soprattutto nelle città, nei piccoli centri, nei paesini che devono rispondere a sfide continue in relazione all’economia, al clima, all’ambiente e alla società in generale. Attualmente circa 359 milioni di persone, pari al 72% della popolazione dell’Unione europea, vivono in città, paesi e sobborghi urbani. Sebbene il tasso di urbanizzazione della popolazione abbia subito negli ultimi anni un rallentamento, la quota della popolazione urbana raggiungerà un livello superiore all’80% entro il 2050. Nelle aree urbane si pone pertanto l’esigenza di organizzare politiche finalizzate alla promozione della crescita e dell’uso efficiente delle risorse.

Ed è nell’ottica di preservare e sostenere l’economia dei nostri paesi che il Celva, la Confcommercio Valle d’Aosta e  i Comuni di Aosta, Chatillon, Donnas, Pont-Saint-Martin, Saint-Vincent e Verrès hanno siglato questa mattina un protocollo d’intesa. Un documento che vuole essere un punto di partenza pratico, non solo teorico e politico, per aiutare i Comuni in un percorso di salvaguardia della piccola impresa locale e del tessuto economico cittadino. Agevolazioni su tributi e tariffe comunali, interventi su accessibilità, sosta, qualità architettonica e ambientale, attività di animazione e promozione, sono solo alcune delle misure previste per valorizzare le aree urbane attraverso fondi europei.

“È fondamentale creare rete tra i diversi attori in campo – ha detto Franco Manes, Presidente del Celva – soprattutto in periodi come questo. Mi auguro che per i prossimi anni l’attività sia concreta e porti ricadute effettive sul territorio. Spesso si parla molto e si concretizza poco, con questo protocollo vogliamo ottenere risultati importanti con ricadute sul nostro territorio”.

Per individuare le azioni da mettere in atto è prevista la costituzione di un tavolo di coordinamento che mediante un processo di “ascolto e partecipazione” sappia dare spazio alle istanze di azioni strutturate, analizzare gli strumenti urbanistici esistenti ed armonizzarli alle diverse necessità, verificare la sussistenza delle condizioni per valorizzare il commercio di vicinato in ambito urbano con modalità operative pratiche, capaci di facilitare il dialogo tra settore privato e pubblico, e  favorendo la competitività per le MPMI per posizionarsi su un mercato altamente concorrenziale.

“Tutto nasce all’inizio di quest’anno quando a livello nazionale il Presidente Sangalli e Piero Fassino, Presidente dell’Anci, hanno sottoscritto un protocollo per il recupero dei borghi soprattutto dal punto di vista commerciale – ha spiegato Pierantonio Genestrone, Presidente di Confcommercio Valle d’Aosta – all’inizio era previsto il coinvolgimento di 2 comuni per la nostra Regione, ma siamo riusciti a portarlo a 6. Il Consiglio Regionale ha provato in passato ad approvare una legge che limitasse la proliferazione dei centri commerciali, ma purtroppo è stata impugnata da Palazzo Chigi perché ledeva il diritto UE. Per mille motivi il nostro mondo imprenditoriale si è seduto, quindi bisogna svegliarlo per poter sopravvivere. Questa è la prima volta che un’Associazione d’imprese, Celva e Comuni si mettono intorno ad un tavolo per cercare di salvare i piccoli esercenti”.

Un approccio che coinvolge la scala localeQuesto è un approccio interessante che coinvolge la scala locale – ha detto Mario Borgio, Sindaco di Saint-Vincent – politicamente è diventato difficile intervenire a causa della ristrettezza delle risorse, ma questa è una prima azione volta a salvaguardare le attività commerciali nei nostri comuni. La situazione è drammatica e il rischio è di vedere un intero tessuto economico fortemente in ginocchio”. Per il Sindaco di Verrès,  Alessandro Giovenzi, si potrebbe arrivare ad una rete tra comuni per ottimizzare la vendita dei prodottiSarebbe interessante poter creare una rete commerciale che da Pont-Saint-Martin a Verrès permetta la differenziazione del prodotto venduto e punti sulla qualità. Ad oggi qualche commerciante si è messo al passo con i tempi, altri invece non sono riusciti a rinnovarsi. Con questo protocollo vogliamo dare un imput alle attività commerciali per permettere loro di crescere in alcuni casi e risollevarsi in altri”.

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